SUONI, PAROLE, SAPORIGiovedì 18 dicembre 2008 - ore 20:30

Giovedì 18 Dicembre ore 20.30Serata dedicata ai menu Deleddiani, "Suoni, parole, sapori", un recital, patrocinato dalla Provincia di Nuoro, tratto dai testi di Grazia Deledda, interpretato da Giovanni Carroni e Franco Persico dalla compagnia teatrale Bocheteatro di Nuoro.
GRAZIA DELEDDA
Nata a Nuoro, nel 1871, da famiglia benestante, inizia a scrivere a 13 anni, nonostante il parere contrario dei genitori. Ha scritto una quarantina di opere, tra novelle e romanzi,il primo successo nel 1903 con il romanzo Elias Portolu.
Grazia Deledda vinse il premio Nobel per la letteratura “ per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola, con profonda comprensione degli umani problemi”, recita la motivazione dell'accademia svedese. La prima e unica donna italiana che abbia ricevuto questo prestigioso riconoscimento.
In questo modo ringraziò l'accademia:
“io non so fare discorsi. Mi contenterà di ringraziare l'accademia svedese per l'altissimo onore che nel mio modesto nome ha concesso all'Italia, e di ripetere l'augurio che i vecchi pastori di Sardegna rivolgevano ai loro amici e ai parenti nelle occasioni più solenni: Salute.”
RIFERIMENTI
LA GIUNCATA (SA FRUGHE) - Grazia Deledda: “Elias Portolu”
Mangiarono e bevettero in abbondanza; la giuncata era squisita, e zio Portolu si sarebbe offeso se gl’invitati non avessero dato fondo ai malunes (recipienti di sughero).
SALSICCE - Grazia Deledda: “Ferro e fuoco”
…si trasformavano in rosee collane di salsicce. I loro festoni venivano appesi alle travi di quercia della cucina, e per farle essiccare presto si accendeva il focolare centrale, con legno fresco di ginepro. Il fumo ne scaturiva denso, ma non acre, anzi con un odore d’incenso. E tutta la cucina, col suo grezzo soffitto, la mensola coi candelieri di ottone, il luccicare dei rami, prendeva un aspetto festivo, un colore di tempio dell’abbondanza che nelle previdenti massaie sarde giustamente desta un senso di orgoglio.
CASADINAS - Grazia Deledda: “La giustizia” e “Tradizioni popolari di Nuoro”
Nell’altro piatto era una piccola e sottile torta di pasta e formaggio fresco ingiallito con lo zafferano.
Ed in ogni casa si fanno «sas casadinas» (schiacciate di pasta), dentellate, con gli orli rivoltati e contenenti del formaggio fresco impastato con sale e zafferano .
RAVIOLI DI CACIO FRESCO - Grazia Deledda: “La chiesa della solitudine”
Più tardi, mentre la madre preparava i ravioli tradizionali, di cacio fresco e mentuccia, Concezione fece scaldare un paiolino di acqua...
PORCHETTO - Grazia Deledda: “Anime oneste”
poi venne in tavola il clou della cena, il porchetto che fumava, in un’apoteosi di aromi, tutto d’un rosso dorato sullo sfondo di un enorme vassoio di porcellana.
L’ARANCIATA - Grazia Deledda 1913 “Canne al Vento”
...egli trasse l’arancia e cominciò a spaccarla, mettendo a parte la buccia per portarla a sua madre. “ Essa farà l’aranciata, ve ne serberò un pezzetto. Intanto vole assaggiare?”...
VINO DI OLIENA - Grazia Deledda: “La via del male”
Che aveva in sé la giovane padrona, quel giorno, perché al solo vederla egli si rallegrasse tutto come dopo aver bevuto un bicchiere di vino d’Oliena?
